Sat Nam, miei fratelli amati!
Pioggia di benedizioni, luce e amore su questa Settimana Santa.
Oggi apriamo il cuore alla gioia della liberazione, alla pace che nasce dal perdono, alla verità che non può essere oscurata.
Che questa settimana sia un cammino di luce, un ritorno alla nostra innocenza, un abbraccio alla vita che non muore.
Pioggia di benedizioni, luce e amore su questa Settimana Santa.
Oggi apriamo il cuore alla gioia della liberazione, alla pace che nasce dal perdono, alla verità che non può essere oscurata.
Che questa settimana sia un cammino di luce, un ritorno alla nostra innocenza, un abbraccio alla vita che non muore.
I – La Settimana Santa
1. Oggi è Domenica delle Palme, la festa della vittoria e dell’accettazione della verità.
Non trascorreremo questa Settimana Santa lamentando la crocifissione del Figlio di Dio ma festeggiando gioiosamente la sua liberazione.
Perché la Pasqua di Risurrezione è il segno della pace, non del dolore.
Un Cristo assassinato non ha senso.
Però un Cristo risorto diventa il simbolo che il Figlio di Dio ha perdonato se stesso, il segno che considera se stesso sano e integro.
2. Questa settimana inizia con le palme e finisce con i gigli,
il segno puro e santo che il Figlio di Dio è innocente.
Non permettere che nessun segno scuro della crocifissione si interponga tra la giornata e il suo proposito.
Questa settimana festeggiamo la vita, non la morte. E onoriamo la purezza del Figlio, non i suoi peccati.
Dà a tuo fratello i gigli, non le spine: il regalo dell’amore, non il “regalo” della paura.
Ti trovi accanto a lui, con spine in una mano e gigli nell’altra, indeciso rispetto a quale dare.
Unisciti a me adesso: lascia cadere le spine e offri i gigli. Ciò che voglio in questa Pasqua è il regalo del tuo perdono.
3. Una settimana è poco tempo, tuttavia
la Settimana Santa simboleggia la giornata che il Figlio di Dio ha intrapreso.
Ha iniziato con il segno della vittoria, la promessa della risurrezione, che era già stata concessa.
Non permettere che cada nella tentazione della crocifissione. Aiutalo a seguire avanti nella pace.
Non ostacolare il suo cammino con chiodi e spine. Permetti invece che la tua offerta di gigli acceleri la sua risurrezione.
4. La Pasqua non è la festa del prezzo del peccato,
ma la festa della sua fine.
Se tra i gigli che hai offerto vedi la faccia di Cristo, stai riconoscendo anche la faccia di tuo fratello.
“Io ero un estraneo e tu mi hai accolto.”
Nel perdono che dai a quel forestiero — che è il tuo Amico ancestrale — risiede la sua liberazione e la tua.
La Pasqua è una stagione di giubilo, non di duello.
Contempla il tuo amico risorto e festeggia la sua santità con me. Perché la Pasqua è la stagione della tua salvezza insieme alla mia.
Non trascorreremo questa Settimana Santa lamentando la crocifissione del Figlio di Dio ma festeggiando gioiosamente la sua liberazione.
Perché la Pasqua di Risurrezione è il segno della pace, non del dolore.
Un Cristo assassinato non ha senso.
Però un Cristo risorto diventa il simbolo che il Figlio di Dio ha perdonato se stesso, il segno che considera se stesso sano e integro.
Non permettere che nessun segno scuro della crocifissione si interponga tra la giornata e il suo proposito.
Questa settimana festeggiamo la vita, non la morte. E onoriamo la purezza del Figlio, non i suoi peccati.
Dà a tuo fratello i gigli, non le spine: il regalo dell’amore, non il “regalo” della paura.
Ti trovi accanto a lui, con spine in una mano e gigli nell’altra, indeciso rispetto a quale dare.
Unisciti a me adesso: lascia cadere le spine e offri i gigli. Ciò che voglio in questa Pasqua è il regalo del tuo perdono.
Ha iniziato con il segno della vittoria, la promessa della risurrezione, che era già stata concessa.
Non permettere che cada nella tentazione della crocifissione. Aiutalo a seguire avanti nella pace.
Non ostacolare il suo cammino con chiodi e spine. Permetti invece che la tua offerta di gigli acceleri la sua risurrezione.
Se tra i gigli che hai offerto vedi la faccia di Cristo, stai riconoscendo anche la faccia di tuo fratello.
“Io ero un estraneo e tu mi hai accolto.”
Nel perdono che dai a quel forestiero — che è il tuo Amico ancestrale — risiede la sua liberazione e la tua.
La Pasqua è una stagione di giubilo, non di duello.
Contempla il tuo amico risorto e festeggia la sua santità con me. Perché la Pasqua è la stagione della tua salvezza insieme alla mia.
✨ Conclusione ✨
Grazie per essere qui, per la tua luce, per il tuo cammino. Che questa Settimana Santa ti ricordi la tua innocenza, la tua libertà e la tua eterna unione con l’Amore. Ti amo.
Grazie per essere qui, per la tua luce, per il tuo cammino. Che questa Settimana Santa ti ricordi la tua innocenza, la tua libertà e la tua eterna unione con l’Amore. Ti amo.